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​La pratica clinica dei disturbi osteo-articolari del cane offre notoriamente una grande varietà di condizioni in base alla localizzazione delle lesioni, alla loro gravità ed alla percezione del problema da parte del proprietario. Oramai condiviso da più Autori, l’adozione di approccio integrato che preveda interventi nutrizionali, farmacologici, fisioterapici e chirurgici, offre maggiori margini di successo. La breve relazione si pone l’obiettivo di attirare l’attenzione su alcuni punti di cui probabilmente non se ne tiene sufficientemente conto nella nostra pratica clinica. Il primo, come mostrano i dati di alcuni sondaggi condotti da colleghi britannici, sottolinea la frequenza dei riscontri radiologici sia in cani adulti ed anziani, sia in pazienti giovani. La sfida lanciata dai risultati parte dalla significativa differenza tra il numero di riscontri radiologici di osteoartrosi, la loro manifestazione clinica e, soprattutto, la percezione del problema da parte del proprietario. Non di meno, il numero dei soggetti trattati e compresi nel panel osservato, appare sensibilmente inferiore a dimostrazione delle larghe opportunità di cura ancora che questi pazienti offrono. Il secondo, descrive un’innovativa opportunità di gestione delle condizioni osteoarticolari fondata sul cosiddetto “asse intestino-articolazioni”; ovvero l’impiego di nutrienti in grado di gestire lo stato infiammatorio generale ed articolare, quale complemento del ventaglio di strumenti a disposizione del medico veterinario di prima opinione. Essendo oramai accertata l’importanza del legame tra il microbiota e gli altri distretti organici, articolazioni comprese, il mantenimento dell’equilibrio intestinale può divenire a pieno titolo un elemento coerente nell’approccio multimodale con cui di norma le condizioni cliniche osteoarticolari del cane vengono affrontate.
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Si ringrazia ERMET PETFOOD per aver contribuito in maniera non condizionante alla realizzazione dell'evento.

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