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​L'ipossiemia perioperatoria rappresenta una delle complicanze più frequenti e potenzialmente più gravi dell'anestesia veterinaria, sia durante la procedura sia nel periodo immediatamente successivo al risveglio. Il suo riconoscimento precoce richiede un approccio sistematico basato sull'integrazione dei dati clinici con il monitoraggio strumentale, in particolare pulsossimetria, capnografia ed emogasanalisi quando indicata. Negli ultimi anni, il test della SpO₂ in aria ambiente (SpO₂ Room Air Test) si è dimostrato uno strumento semplice, rapido e facilmente applicabile sia nella fase intraoperatoria sia nel periodo postoperatorio per identificare precocemente pazienti affetti da ipossiemia transitoria o persistente, consentendo un intervento terapeutico tempestivo.
Nel corso della relazione saranno illustrati i principi fisiopatologici dell'ipossiemia, le principali cause perioperatorie e un algoritmo pratico per il riconoscimento e la diagnosi differenziale. Verranno inoltre presentati i risultati dello studio condotto dal nostro gruppo (Piemontese et al.), che ha evidenziato come l'incidenza dell'ipossiemia postoperatoria nel cane possa raggiungere il 28%, sottolineando l'importanza di uno screening sistematico
anche dopo il termine dell'anestesia. Infine, saranno confrontate le principali strategie di supporto respiratorio oggi disponibili, dall'ossigenoterapia convenzionale alla CPAP fino alla High-Flow Nasal Cannula (HFNC), discutendone indicazioni, vantaggi, limiti e potenziali applicazioni nella pratica clinica veterinaria.

Si ringrazia ECUPHAR per aver contribuito in maniera non condizionante alla realizzazione dell'evento.

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